LAMPI DI ORE PURPUREE


Il volto indaga l’inutile reale
ogni cosa ha perso sapore
l’anima si versa da qualche altezza
riverbero di voglie congenite.

I suoi piedini hanno sfiorato
sabbie bionde carezzevoli.

La notte è ancora lei, mormorio ossessivo
culla ovattata dal suo sguardo.

Con un boato si ammassa nelle mie vene.